La nutria (Myocastor coypus) è una specie semi-acquatica che vive principalmente in acquitrini, rive dei laghi e corsi d’acqua lenti. Si tratta di un roditore di origine sudamericana, introdotto nella seconda metà del ‘900 negli allevamenti industriali da pelliccia di tutto il mondo.

Una volta fuori da questi allevamenti, o perché fuggiti, o perché volontariamente rilasciati dopo la chiusura, tali esemplari si sono naturalizzati e vivono ad oggi in una vasta area del Paese, in particolare nelle zone pianeggianti ed umide.

Tale roditore, oltre a costituire una minaccia per la fauna acquatica, è sempre più spesso causa di danni alle attività agricole ed in particolare alla funzionalità idraulica dei corsi d’acqua a causa dell’escavazione di tunnel nelle sponde che causano problemi di tenuta degli argini.

Nonostante tutto ciò, fino al 2014, la specie ha goduto dello status di specie naturalizzata e quindi, secondo la legge 157/92, non cacciabile. Da quell’anno in poi, dunque, la nutria è diventata un’infestante a tutti gli effetti, alla stregua di ratti, topi e talpe, sebbene siano subentrati a quel punto problemi di natura diversa, dovuti alla mancanza di rodenticidi registrati contro questo roditore e alle difficoltà logistiche, soprattutto per i privati, per quanto riguarda lo smaltimento delle carcasse (la specie è infatti potenzialmente vettore di malattie).

Alla luce di queste controversie, il Ministero della Salute ed il ministero dell’Agricoltura, tramite la Circolare Interministeriale del 31 Ottobre 2014, hanno deciso di affidare ai Comuni la realizzazione di piani di controllo da affidare a professionisti del settore.

In linea con la normativa vigente, al fine di diminuire le loro densità, svolgendo al contempo una azione di protezione dell’ambiente, Ipecos può offrire un servizio di controllo delle popolazioni di nutrie previa autorizzazione degli Enti preposti, da effettuarsi mediante pratiche di cattura e soppressione.


DESCRIZIONE DEL METODO: INIEZIONI FITOSANITARIE ENDOTERAPICHE (ENDOTERAPIA)
L’endoterapia è un’efficace metodologia che può essere utilizzata su quasi tutti i tipi di piante ed in particolare quelle ornamentali, per combattere infestazioni e malattie provocate da insetti e funghi. Il metodo, basato sull’iniezione di specifiche sostanze nel tronco, consente di colpire il parassita in tutti i rami e foglie, anche le più lontane, sfruttando la linfa ascendente che dalle radici porta acqua e sali minerali in ogni cellula della pianta.
I vantaggi dell’endoterapia, rispetto ai tradizionali trattamenti eseguiti mediante irrorazione di soluzioni biocide, si possono così riassumere:
I principi attivi si distribuiscono in maniera capillare, indipendentemente dall’altezza della pianta, risultato impossibile da ottenere con i comuni sistemi di irrorazione con i quali, le soluzioni biocide si posano oltre che sulle foglie e sulla corteccia, anche su tutto quello che si trova sotto o nelle vicinanze della pianta, dove tra l’altro possono persistere per molto tempo e venire a contatto, con bambini, persone adulte ed animali da compagnia.
I trattamenti endoterapici, possono essere effettuati senza nessun rischio per la popolazione anche su piante vicine alle abitazioni come nel caso di piazze o vie urbane, anche in giornate di vento, senza il rischio che i biocidi raggiungano le abitazioni.
In tali casi occorre considerare anche altri vantaggi associati (di ordine pubblico) che questo innovativo sistema offre, evitando ad es. l’emissione da parte dei comuni delle necessarie ordinanze che prevedono divieti di sosta per le auto, chiusura delle finestre, la percorribilità delle strade ecc, in caso di irrorazione con il tradizionale sistema, non necessitando quindi di tutte quelle misure atte a cautelare i beni ed i cittadini dal contatto con biocidi.
Con il trattamento endoterapico si colpisce solo la specie dannosa alla pianta preservando ad es. la vita di insetti utili quali pronubi (api e bombi) ed ausiliari (insetti predatori di altri insetti).
Non ultimo il fatto che un trattamento endoterapico protegge la pianta dall’attacco degli infestanti per un periodo decisamente più lungo rispetto ad una semplice irrorazione, riducendo di fatto la frequenza degli interventi e di conseguenza i costi.
Ottimi risultati ai fini dell’abbattimento/contenimento dell’infestazione e conseguente refrattarietà della pianta a successive infestazioni per un periodo di circa 18/24 mesi dal primo intervento
Eventuale impiego dei fosfiti per potenziare la difesa endogena delle piante

Per quanto riguarda i rischi della piccola ferita che occorre praticare negli alberi (che peraltro la pianta subisce anche per diversi altri motivi: tarli, uccelli, potature ecc.) questi si possono eliminare utilizzando una specifica procedura che prevede:
1. diametro del foro ridotto (3-3,5 mm)
2. profondità non superiore ai primi due-tre anelli annuali di crescita
3. precisione nell’esecuzione dei fori
4. utilizzo di attrezzatura particolare
5. disinfezione del foro per favorire la cicatrizzazione
utilizzo di una pressione ridotta che non danneggi i vasi (trachee) del trasporto di acqua dalla radice alle foglie (noi stimiamo questa pressione utile in 0,5-2 bar documentata dalle numerose sezioni ottenute da piante trattate.

La nostra Azienda, per l’esecuzione dei trattamenti endoterapici si avvale dell’utilizzo di due specifiche attrezzature relative al metodo ARBORJET ed al metodo ARBOSAN.

 

Pianta di Ippocastano con evidente attacco di Cameraria, infestanto specifico di questa essenza arborea e diffuso ormai in tutta Italia

Sistema per iniezioni di rilevanti quantità di soluzione nelle attività di endoterapia

METODO ARBORJET
La metodica Arborjet sfrutta i principi della microinfusione. Questo sistema è stato studiato per ottimizzare i dosaggi di applicazione, e minimizzare l’invasività del sistema. L’attenzione durante lo sviluppo del sistema è stata rivolta alla velocità e accuratezza dell’iniezione, alle condizioni favorevoli per l’assorbimento e all’efficacia di traslocazione dei principi attivi. Il risultato è stato una attrezzatura in cui le varie fasi sono assolutamente modulabili e adattabili alle diverse condizioni operative. A differenza dei sistemi endoterapici finora utilizzati, in cui la soluzione viene iniettata in forma liquida, la soluzione viene nebulizzata attraverso una capsula (plug), precedentemente inserita nel legno attivo. L’attrezzatura è costituita dalla “pistola” di iniezione, dal sistema di pressione e dalle bombole per il contenimento del prodotto.
Il sistema di iniezione è costituito da una “pistola” mediante cui il prodotto attraverso la plug viene trasferito alla pianta. Il volume da iniettare viene caricato in un serbatoio e regolato attraverso l’apertura di una apposita valvola. La pressione di utilizzo viene decisa dall’operatore e varia in funzione del tipo di pianta e delle condizioni di utilizzo.
Il processo si svolge secondo tre fasi distinte:
A. preparazione del foro
B. inserimento della plug
C. iniezione

Meritano di essere sottolineati alcuni punti che rendono il sistema a microinfusione particolarmente adatto a grandi realtà operative:
1) riduzione dei tempi di intervento
2) conseguente riduzione dei costi di intervento
3) maggiore efficacia legata alla solubilità e traslocazione dei p.a.
4) maggiore precisione dei dosaggi
5) svincolo dalle condizioni metereologiche durante il trattamento
6) minor numero di fori rispetto all’uso di capsule o sistemi a pressione tradizionali
7) riduzione a “0” della trasmissione di infezioni fungine da un albero all’altro
8) possibilità di trattare specie considerate difficili (es. conifere)
9) possibilità di fornire elementi nutritivi (N, P, K, microelementi)
10) maggiore sicurezza per l’operatore

ATTREZZATURE:
Per l’intervento saranno utilizzate le seguenti attrezzature:
Pistola iniettrice Arborjet
Capsule (plug) da inserire nei fori praticati nel legno (profondità circa 4 cm – diametro circa 0,6 cm)

PRODOTTI UTILIZZATI:
Formulati fitosanitari appositamente registrati per l’utilizzo in endoterapia

METODO ARBOSAN
Le caratteristiche salienti di questo metodo sono:
– altissima percentuale di cicatrizzazione dei fori nelle prime settimane,
– aghi iniettori di 3,5 mm
– bassa pressione di esercizio (1,5-2 bar)
– tempo di iniezione ridotto (tempo medio 20′) e assorbimento completo senza ristagni nella zona del cambio che permettono un controllo completo e costante del cantier di lavoro
– Il metodo è stato oggetto di analisi da parte dell’Osservatorio Malattie piante di Trieste, riassunte nello schema comparativo pubblicato su Acer 2/2002.
– Utilizzato in prove con Università di agraria di Milano.
– Presentato alle giornate fitopatologiche del 2004.
– Inserito nell’opuscolo “LINEE GUIDA PER UNA DIFESA DEL VERDE URBANO A BASSO IMPATTO AMBIENTALE” curata dagli Osservatori Malattie delle Piante e Servizi Fitosanitari.

ATTREZZATURE:
Questo metodo l’utilizzo delle seguenti attrezzature: capsule ricaricabili ArboCap® dotate di aghi-iniettori con diametro di 8,5 mm oppure apparecchiatura Arboprof (vd. foto a lato) effettuando fori nel legno di un diametro 3,75 mm e una profondità di circa 4 cm.

PRODOTTI UTILIZZATI:
Formulati fitosanitari appositamente registrati per l’utilizzo in endoterapia

DETTAGLI 

Nella seguente tabella sono indicati i dettagli in merito al trattamento tramite endoterapia delle essenze più comuni.

PIANTA ESSENZA PARASSITA PERIODO TRATTAMENTO DURATA COPERTURA
Pino Processionaria Tardo autunno o inverno 18/24 mesi
Pino Tomicus d. e Mastococcus f. In corso di sperimentazione
Platano Tingide Primavera 18/24 mesi
Olmo Galerucella Primavera 18/24 mesi
Ippocastano Cameraria Primavera 18/24 mesi


LE NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI UTILIZZO DI ESCHE RODENTICIDE

A seguito delle valutazioni di una commissione incaricata dalla CE di esprimersi sulle misure di mitigazione del rischio da associarsi all’impiego dei rodenticidi, gli organi deputati alla autorizzazione dei decreti di immissione in commercio dei prodotti rodenticidi hanno imposto ai produttori di inserire nelle etichette la frase “…il prodotto non è destinato ad un uso permanente …”. Le motivazioni principali sono quelle di mitigare fenomeni di avvelenamento secondario e di evitare l’insorgere di resistenza dei roditori agli attuali Principi Attivi.

Il termine  previsto per la durata di una derattizzazione con esche rodenticide è fissato in 5 settimane per i formulati registrati in Inghilterra, Francia e Spagna o di 6 settimane per quelli registrati in Italia.

Questa  norma è resa ufficiale e cogente in quanto all’atto della registrazione del formulato rodenticida, queste informazioni vengono obbligatoriamente inserite in etichetta.


Tutto ciò comporta inevitabilmente un maggiore impegno nella gestione del servizio sia da parte di noi Disinfestatori Professionali sia da parte del committente, visto anche che, nel caso di controlli, eventuali sanzioni potrebbero duramente colpire entrambi.

Risulta quindi inevitabile che l’impresa di Pest Control ed i loro committenti affrontino sin da subito tale problematica al fine di concordare una metodologia operativa che sia comunque efficace ma nel rispetto della legislazione vigente; alcune soluzioni potrebbero essere le seguenti:

  • alternanza tra le normali esche e quelle cosiddette “PLACEBO” o “VIRTUALI” che non contengono cioè il Principio Attivo anticoagulante;
  • eliminare, anche per brevissimi periodi, l’esca rodenticida dalle postazioni e riposizionarla successivamente;
  • oppure altre procedure da individuare con la committenza.

 

Ipecos srl, ha da sempre basato la sua mission sulla professionalità e sulla qualità del servizio offerto, inoltre, avendo ottenuto la nuova Certificazione Europea UNI EN 16636 per le Imprese di Pest Control, non può esimersi dal far presente tale criticità; Ipecos è quindi disponibile a collaborare con la committenza attuale e futura, al fine di individuare le migliori soluzioni per ottemperare a questa nuova norma cogente.

Davi Menichetti