Trattamento antitarlo

I tarli sono insetti, le cui larve si nutrono di legno; il più comune è l’Anobium punctatum. conosciuto con il nome di Tarlo del Mobilio. L’adulto, che è molto piccolo (5 mm) si vede molto raramente perché vive per poco tempo dopo lo sfarfallamento. Predilige legni stagionati di noce, faggio, quercia, con un tasso di umidità non superiore al 20-25. Il ciclo vitale si svolge quasi completamente all’interno del legno, la femmina adulta cerca una fessura, una crepa, un foro e vi deposita circa 50 uova dalle quali nasceranno le piccole larve che scavando delle gallerie rimarranno all’interno per circa 2 anni.
Occorre sapere che i fori che vediamo, sono le vie di uscita degli insetti adulti; poco prima di impuparsi infatti, la larva prepara un buco di circa 1 mm, verso l’esterno che poi richiude subito con una sottile pellicola composta da segatura e da secrezioni varie. In seguito la larva passa allo stadio di pupa (o ninfa); dopo lo “farfallamento”, l’adulto sfonda la pellicola, aprendosi definitivamente il varco verso l’esterno ed il ciclo ricomincia.

IL TARLO DELLE TRAVATURE (CAPRICORNO)

Qualora invece si notino evidenti fori (circa 10-12 mm) su legname in opera (travi e travicelli) in concomitanza, specialmente nella stagione calda, con rumori provenienti dall’interno del legname stesso, con tutta probabilità ci troviamo di fronte ad una infestazione provocata da una particolare specie di tarli.
Fori di questa dimensione possono essere causati solo da 2 specifici coleotteri minatori del legno in opera e precisamente  il Capricorno (Hylotrupes bajulus) o il Trichoferus holosericeus,. La determinazione esatta della specie può essere eseguita con esattezza esaminando gli insetti adulti, in ogni caso occorre sapere che le larve di questi tarli possono vivere da 2 a 10 anni all’interno delle travature nutrendosi della materia legnosa ed indebolendo pericolosamente la struttura.
Come per l’Anobide, i fori sono le vie di uscita degli insetti adulti; poco prima di impuparsi infatti, anche la larva dei cerambicidi prepara un buco verso l’esterno che poi richiude subito con una sottile pellicola composta da segatura e da secrezioni varie.
In seguito la larva passa allo stadio di pupa (o ninfa); dopo lo “farfallamento”, l’adulto sfonderà la pellicola, aprendosi definitivamente il varco verso l’esterno.
Di conseguenza  è sbagliato pensare che nelle gallerie vi siano ancora i tarli ed è evidente che con le semplici siringature eseguite nei fori si hanno poche probabilità di eliminare gli altri esemplari ancora presenti all’interno del legname.

COME BONIFICARE LE TRAVATURE

INIEZIONI A PRESSIONE NEL LEGNO

Al fine di eliminare nel più breve tempo possibile le larve presenti all’interno delle travature e quindi evitare l’eventuale indebolimento generale della struttura, si può intervenire iniettando a pressione uno specifico prodotto biocida che si distribuirà all’interno nella struttura andando ad impregnare il legno.
La metodica, prevede l’esecuzione di fori di (del diam. di 3,75 mm) a distanza regolare, il fissaggio di specifici iniettori collegati tramite una moltitudine di piccoli tubi e la successiva iniezione a pressione della soluzione.
Le larve dei tarli moriranno nutrendosi del legno ove è presente il Principio Attivo, che tra l’altro persisterà all’interno delle travi per lungo tempo (8-10 anni).

SPENNELATURA DEI TRAVI PORTANTI E TRAVETTI

Sulla superficie di tutta la struttura lignea, verrà in seguito applicato a pennello od a spruzzo uno specifico prodotto a base di Permetrina (un biocida Piretroide residuale). La specifica formulazione con particolari solventi che favoriscono la penetrazione, permette al Principo Attivo di raggiungere gli strati superficiali sottostanti proteggendo il legno da eventuali ulteriori attacchi dall’esterno.

INTERVENTO DI FUMIGAZIONE DEGLI AMBIENTI

Al fine di abbattere adulti di tarlo presenti negli ambienti potrà anche essere effettuato un intervento di nebulizzazione dei locali, utilizzando dei candelotti fumogeni (non sono dei Gas Tossici).