DERATTIZZAZIONE

Le procedure applicate per il controllo delle popolazioni murine (ratti e topi) dipendono in primo luogo dalle caratteristiche dell’ambiente in cui si opera ed in particolare le metodiche si differenziano se  l’area oggetto dell’intervento è confinata (locali interni) o non confinata (aree esterne, suolo pubblico, ecc.)

BONIFICHE ANTIMURINE

Anche senza utilizzo di esche rodenticide

AMBIENTE CONFINATO

Generalmente oltre ad una accurata ispezione dell’ambiente ed alla individuazione delle azioni di rodent-proofing, all’interno degli edifici si utilizzano trappole di cattura meccaniche. L’efficacia di altre metologie quali emettitori di ultrasuoni o simili che dovrebbero allontanare i roditori, è ancora tutta da dimostrare. Salvo casi particolari in ambiente confinato non è consigliabile l’utilizzo di esche rodenticide, in quanto i roditori potrebbero poi morire all’interno creando cattivi odori od altri inconvenienti igienici.

AMBIENTE NON CONFINATO

Oltre alla solita scrupolosa ispezione dell’ambiente ed alla eventuale rimozione delle cause di infestazione (accurata pulizia, sfalcio di erba, eliminazione di possibili ricoveri ecc.), in ambienti esterni si procede alla collocazione di esche rodenticide in appositi dispenser; questi, di varia forma e costruiti in materiale robusto, hanno aperture attraverso le quali possono accedere solo i roditori. Sono inoltre provvisti di una chiusura di sicurezza e sistema di fissaggio in modo che non siano ne apribili né asportabili  e sono dotati di etichetta che riporta tutte le informazioni necessarie alla sicurezza delle operazioni. Molto efficace è il posizionamento di Punti esca, opportunamente ancorati, all’interno della rete fognaria, che risulta essere il luogo preferito per la vita in particolare dei ratti, oltre a fungere da “autostrada” per gli spostamenti.

FAQ

Le principali domande

COSA SI INTENDE PER RODITORI?
COSA SI INTENDE PER RODITORI NOCIVI?
QUALE TIPO DI DANNO POSSONO PROVOCARE I RODITORI?
È VERO CHE RATTI E TOPI SONO IN CONTINUO AUMENTO?
QUAL’È LA PRIMA COSA DA FARE PER COMBATTERE I RODITORI?
È POSSIBILE EVITARE CHE TOPI E RATTI COLONIZZINO GLI EDIFICI?
CON QUALI MODALITÀ VIENE CONDOTTO UN INTERVENTO DI DERATTIZZAZIONE?
LE ESCHE RODENTICIDE SONO PERICOLOSE ANCHE PER L’UOMO?
ESISTONO PERIODI IN CUI GLI INTERVENTI DI DERATTIZZAZIONE RISULTANO PIÙ EFFICACI?
SI POSSONO ELIMINARE COMPLETAMENTE TOPI E RATTI?

I roditori sono animali che appartengono alla Classe dei mammiferi e sono accomunati da una particolare dentatura costituita da due grandi incisivi taglienti che crescono senza sosta. Per mantenere un’adeguata lunghezza questi animali sono “costretti” ad usarli in continuazione. Oltre ai topi ed ai ratti che ci interessano più da vicino, l’Ordine dei roditori comprende anche arvicole, scoiattoli, marmotte, istrici, nutrie, ghiri.

Sono quelle specie che, con i loro comportamenti creano problemi di tipo sanitario, economico e/o sociale all’uomo ed alle sue attività: appartengono principalmente alla Famiglia dei Muridi (Topi e Ratti).
Rattus rattus  e Rattus norvegicus  sono roditori di grosse dimensioni, il primo, conosciuto anche con il nome di “Ratto dei tetti” o “Ratto nero”, è un buon arrampicatore: sale su alberi, lungo pareti ruvide, dentro tubi anche verticali e riesce ad arrivare facilmente ai piani superiori delle abitazioni. Il secondo, chiamato  anche “Surmolotto”, “Ratto delle Chiaviche o delle fogne”, “Ratto grigio”, “Pantegana”, è un abile nuotatore,  saltatore e scava tane nel terreno riuscendo a perforare anche materiali di durezza consistente;  colonizza le reti fognarie dei centri urbani, discariche, canili, e molti altri habitat.
Mus domesticus  è un topolino praticamente ubiquitario, tanto da essere indicato con il nome di “Topolino domestico”, può colonizzare abitazioni, uffici, ed un considerevole numero di altre strutture (scuole, opifici, musei, industrie alimentari ecc.)
Apodemus sylvaticus e Apodemus flavicollis  sono i cosiddetti topolini selvatici, che si ritrovano principalmente in ambienti rurali.

Principalmente di due tipi:
Sanitario: attraverso i peli e gli escrementi, ma anche tramite i loro parassiti, possono trasmettere pericolose malattie tra cui leptospirosi, salmonellosi, febbre da morso di ratto, tifo endemico, epatite, tularemia, solo per citarne alcune.
Economico: si nutrono di derrate alimentari che insudiciano con peli ed escrementi, rendendole completamente inutilizzabili.
Possono mangiare e rovinare mobili in legno, imbottiture di poltrone e divani, abiti, tende, penetrare nei motori dei frigoriferi e di altri elettrodomestici causandone la  rottura. Essendo obbligati a livellare la crescita degli incisivi attaccano inoltre tubature, fili telefonici, di computer o cavi elettrici, provocando cortocircuiti;  talvolta rosicchiano anche materiali più resistenti come legno, plastica ed alcuni metalli (alluminio e piombo).
Non abbiamo considerato un altro tipo di danno: quello cosiddetto “Sociale” dovuto all’accidentale avvistamento di roditori da parte di clienti o frequentatori ad esempio di una struttura turistica, di una attività commerciale (supermercato, negozio, albergo, ristorante, ecc.) o anche semplicemente di in Parco Pubblico o di un centro urbano; anche questo fattore può influire negativamente sull’immagine e sulla qualità dei servizi ed essere causa di forti perdite economiche.

Sì, è vero!

Nei centri urbani la diminuzione dei loro predatori naturali (gatti e cani, rapaci notturni e diurni, faine, donnole), unito alla presenza di una notevole quantità di cibo e di ripari facilmente reperibili, oltre ad un microclima favorevole, facilitano la colonizzazione sempre più capillare del territorio. In alcune aree di periferia la presenza di orti, depositi di materiali all’aperto, discariche abusive, o altre forme di degrado ambientale consentono la massiccia proliferazione dei roditori che successivamente possono spostarsi verso le case. Inoltre sono onnivori, quindi non necessitano di alimenti particolari; si adattano facilmente ai più disparati microhabitat ed a variazioni anche sensibili dell’ambiente.

Occorre creare loro un ambiente ostile, eliminando innanzitutto qualunque fonte di cibo e di acqua disponibile oltre alla possibilità di trovare rifugi idonei. Non è corretto pensare di controllare le popolazioni di roditori con il solo uso di trappole o esche rodenticide.

Sì!

Innanzitutto occorre fare in modo di diminuire le densità nell’ambiente, attraverso interventi di sanificazione ambientale e controllo con esche rodenticide;

Per quanto riguarda gli edifici è inoltre utile l’attuazione del cosiddetto “Rodent-proofing”, cioè l’applicazione di tutte quelle misure di difesa passiva atte ad ostacolare l’ingresso di questi animali all’interno deI fabbricati, come la sigillatura di crepe, fori o fessure ad es. applicando apposite spazzole antitopo a porte che lasciano fessure con il pavimento, di reticelle alle prese d’aria, di dischi metallici ai discendenti delle acque meteoriche e così via.

Dipende in primo luogo dalle caratteristiche dell’ambiente in cui si opera: in modo particolare se l’area è confinata o non confinata.

AMBIENTE CONFINATO (interni): generalmente oltre ad una accurata ispezione dell’ambiente ed alla individuazione delle azioni di rodent-proofing, all’interno degli edifici si utilizzano trappole di cattura meccaniche. L’efficacia di altre metologie quali emettitori di ultrasuoni o simili che dovrebbero allontanare i roditori, è ancora tutta da dimostrare. Salvo casi particolari in ambiente confinato NON E’ CONSIGLIABILE l’utilizzo di esche rodenticide.

AMBIENTE NON CONFINATO (esterni): oltre alla solita scrupolosa ispezione dell’ambiente ed alla eventuale rimozione delle cause di infestazione (accurata pulizia, sfalcio di erba, eliminazione di possibili ricoveri ecc.), in ambienti esterni si procede alla collocazione di esche rodenticide in appositi dispenser; questi, di varia forma e costruiti in materiale robusto, hanno aperture attraverso le quali possono accedere solo i roditori. Sono inoltre provvisti di una chiusura di sicurezza e sistema di fissaggio in modo che non siano ne apribili né asportabili, e sono dotati di etichetta che riporta tutte le informazioni necessarie alla sicurezza delle operazioni.

Molto efficace è il posizionamento di Punti esca, opportunamente ancorati, all’interno della rete fognaria, che risulta essere il luogo preferito per la vita in particolare dei ratti, oltre a fungere da “autostrada” per gli spostamenti.

E bene precisare che un impianto di derattizzazione deve essere considerato come un’entità dinamica in quanto le densità murine ed i relativi transiti possono essere influenzati da numerosi fattori primo fra tutti la variabilità stagionale a cui possono aggiungersi ulteriori fattori quali le modificazioni ambientali, disboscamenti, aumento o diminuzione di risorse alimentari etc.. Tutto ciò si può tradurre in un aumento o diminuzione della popolazione murina e di conseguenza della visibilità della stessa.

Un altro fattore che aumenta la visibilità dei ratti, soprattutto durante le ore diurne è assunzione di esca rodenticida. Il ratto, animale notoriamente notturno, una volta intossicato dall’esca perde la cognizione spazio-tempo e quindi è facile vedere degli esemplari circolare anche durante le ore di luce.

Paradossalmente tale situazione viene percepita dai non addetti ai lavori come sintomo di una forte infestazione, mentre al contrario significa che l’intervento sta funzionando.

I Veleni Tossici (o acuti) utilizzati per anni nella lotta ai roditori sono stati oggi quasi completamente sostituiti da principi attivi anticoagulanti; questi impediscono la formazione di vitamina K e quindi interferiscono sul processo di coagulazione del sangue. Il loro effetto è ritardato, necessitano infatti dai 2 ai 4 giorni prima che sopraggiunga la morte del roditore per microemmoragie diffuse.

Il principio attivo ha all’interno del formulato una concentrazione molto bassa (0,005 %), per cui un animale domestico o una persona per intossicarsi ne dovrebbe ingerire quantità rilevanti (che variano comunque a seconda del Principio Attivo)

In caso accidentale, a differenza dei veleni acuti utilizzati negli anni precedenti, esiste un efficace antidoto costituito dalla vitamina K1.

L’importante è ovviamente operare in Sicurezza, informare le persone, proteggere sempre le esche per mezzo di erogatori appositi, o collocarle il luoghi (rete fognaria) dove possono essere raggiunti e consumati dai soli roditori.

In teoria i periodi migliori sono tra la fine della primavera e l’estate quando i giovani cominciano ad uscire dalle tane in cerca di cibo, ed in autunno, quando i roditori fanno provviste di cibo per l’inverno.

Occorre però precisare che interventi distanti nel tempo permettono in genere una veloce ricostituzione delle colonie, vanificando in breve tempo i risultati raggiunti. Si consiglia pertanto, specialmente in “aree sensibili” (industrie alimentari, scuole, strutture sanitarie, commerciali e turistiche, capannoni artigianali ed industriali ecc.) ma anche nelle aree urbane, di mantenere nell’arco di tutto l’anno delle postazioni fisse di dispenser all’esterno e di eseguire costantemente dei monitoraggi nelle aree interne mediante trappole di cattura.

Molto probabilmente non si potranno eliminare completamente, ma unendo interventi di bonifica primaria, di rodent-proofing e di controllo diretto (derattizzazioni), si può riuscire a limitare le densità di roditori nocivi ad una soglia tale, per cui i rischi connessi alla loro presenza siano trascurabili.