Eliminazione nidi di Vespe e Calabroni

 Le specie di vespe che possono creare pericolo per l’uomo sono essenzialmente tre:

  1. Vespula germanica chiamata volgarmente “Vespa Terraiola” o “Terragnola”, che costruisce i nidi prevalentemente nel terreno;
  2. Polystes gallicus o “Vespa cartonaia” che costruisce piccoli favi in svariati luoghi: sotto le tegole dei tetti, dentro le siepi, nei cassonetti degli avvolgibili, oltre che in qualsiasi tipo di fessura od interstizio di fabbricati e strutture.

  3. Vespa crabro il classico “Calabrone” che costruisce i suoi nidi all’interno di cavi degli alberi, nei sottotetti, in casotti di campagna, nei camini, ed in altri siti simili.

La lotta alle vespe risulta abbastanza difficoltosa, specialmente quando non si riesce ad individuare i nidi; nel caso ad es. della Polystes spp., talvolta occorre intervenire applicando una soluzione biocida sulle e, specialmente, sotto le tegole dei tetti al fine di debellare l’infestazione; piccoli nidi, sempre di Polystes spp., si possono irrorare e poi asportare manualmente.
Quando non si riesce ad individuare la fonte di provenienza, si possono utilizzare delle simpatiche trappole con all’interno un liquido attrattivo a base zuccherina (vd. foto a lato), tenendo presente però, che solo la Vespula ne è attratta, poiché la Polystes ha una dieta prevalentemente a base proteica.

CALABRONE ASIATICO

Vespa velutina kuriphilus

Dopo la vespa cinese del castagno (Dryocsmus kuriphulus) ed tarlo asiatico (Anoplophora chinensis), un altro insetto di origine orientale, rischia di invadere il territorio europeo. Si tratta del Calabrone asiatico, arrivato in Francia nel 2004 ed ora diffuso in tutto il sud del territorio d’oltralpe.
Si tratta di un imenottero molto aggressivo, le cui punture sono molto dolorose; ma oltre al rischio per le addirittura a mezz’aria.
Il Calabrone asiatico, lungo da 2,5 a 3 cm, presenta un colore uniforme bruno scuro con zampe gialle ed una sola banda giallo aranciata nell’addome; il nostro calabrone (Vespa crabro) si riconosce facilmente per il capo e torace rossastro e l’addome giallo e nero.
Le sue colonie sono formate anche da 1.200-2.000 individui e non al max centinaia come il nostro calabrone; costruisce nel 50 % dei casi i nidi sugli alberi, ma colonizza anche capannoni, tettoie, fienili e nelle zone boschive, può creare i nidi anche nel terreno.
Per ulteriori informazioni ed aggiornamenti su questo insetto, si rimanda ad una successiva specifica scheda.