Lotta alla Cameraria dell'Ippocastano

Cameraria ohridella (Deschka & Dimic)

Cameraria ohridella è un microlepidottero fillominatore monofago dell’ippocastano.
Originario della Macedonia, ha esteso il suo areale in gran parte dell’ Europa; in Italia le prime segnalazioni risalgono agli anni ’90 per le regioni settentrionali Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia dalle quali si è poi diffuso negli anni successivi alle regioni centrali, tra le quali anche la Toscana (Panzavolta et al. 2002).

I bruchi di Cameraria si sviluppano a spese del mesofillo fogliare scavando ampie gallerie di forma irregolare che, in caso di forte infestazione possono interessare l’intera superficie comportando il completo disseccamento e la caduta anticipata della massa fogliare (Panzavolta et al. 2004). Nel corso dello sviluppo larvale le mine mutano aspetto, passando da un andamento lineare nella prima età ad una forma circolare nella seconda e terza ed infine a mine dai contorni irregolari.

Il danno arrecato è dato dalla progressiva distruzione del mesofillo con conseguente riduzione dell’attività fotosintetica, seguito da un deperimento generale della pianta nel caso che infestazioni intense si ripetano per più anni consecutivi. A questo si aggiunge un danno di natura estetica in particolar modo quando le piante colpite si trovano in alberature stradali o in parchi e giardini (Panzavolta et al. 2004).

In Toscana, già dalla stagione estiva 2005, sono stati osservati su tutto il territorio regionale attacchi di Cameraria ohridella molto intensi su alberature e piante isolate, anche in ambienti di rilevante importanza turistica e ricreativa dove l’attacco ha interessato gran parte degli ippocastani, facendo assumere alle piante un aspetto da tardo autunno inizio inverno.

Ad oggi, le infestazioni sono diffuse pressochè su tutte le piante di ippocastano, in particolare nell’entroterra.

TECNICHE DI DIFESA

Gli Interventi in endoterapia si eseguono nel mese di maggio alla fine della fioritura.