Campagne di lotta alle zanzare comuni e zanzare tigri

Molto spesso il controllo delle zanzare viene attuato mediante le sole applicazioni di soluzioni insetticide, micronizzate contro l’insetto adulto.
Ipecos, in linea con le più moderne tecniche di Lotta Integrata ( I.P.M. – Integrated Pest Management ), attraverso la conoscenza della bio-etolologia delle specie target ( specie bersaglio ), fonda le strategie di bonifica sulla Prevenzione ed il Monitoraggio, oltre che su una integrazione dei diversi sistemi di lotta attuabili.
La lotta alla zanzara dovrebbe cominciare in primavera non appena le temperature raggiungono i 20 ° C.
È noto a tutti che la prima fase del ciclo biologico delle zanzare si svolge in acque stagnanti o semistagnanti, dove la femmina depone le uova dalle quali si svilupperanno le larve; queste, dopo l’accrescimento, si trasformeranno in pupe (o ninfe) da cui nascerà l’insetto adulto. Il ciclo biologico della zanzara dall’uovo all’adulto, durante i mesi estivi ed in condizioni favorevoli, può compiersi in soli 5-6 giorni.

PREVENZIONE E MAPPATURA DEI FOCOLAI LARVALI INTERVENTI DI PREVENZIONE

Occorre verificare innanzitutto se è possibile l’eliminazione-inattivazione di potenziali focolai nei territori oggetto della bonifica, sia in ambito urbano che extraurbano, ad es. mediante:  svuotamento ed eliminazione di contenitori dove è presente o dove potrebbe ristagnare dell’acqua; pulizia della rete di drenaggio delle acque (fossi, fossati, canalette, stagni, laghetti, ecc.); drenaggio delle eventuali raccolte che si potrebbero formare nel caso di  precipitazioni abbondanti; copertura con reti zanzariere o coperchi a chiusura ermetica di contenitori di cui non è possibile lo svuotamento; eventuale copertura di piscine con teli che non permettano il ristagno di acque piovane;
frequente pulizia delle fontane, dei tombini fognari, delle bocche di lupo, ecc.

MAPPATURA E MONITORAGGIO DEI POTENZIALI FOCOLAI

L’individuazione dei possibili focolai larvali è un elemento fondamentale per la buona riuscita della bonifica; I potenziali focolai larvali devono essere monitorati con una frequenza media tale da impedire la nascita degli adulti  (farfallamenti).

LOTTA BIOLOGICA

Laddove le condizioni lo consentono, dovrebbero essere privilegiati tutti i possibili interventi ad impatto ambientale nullo che rientrano nella sfera della cosiddetta Lotta Biologica quali:

  • immissione di Gambusia affinis (un pesciolino predatore di larve di zanzara conosciuto in Maremma anche con il nome di “Buzzacchiotto”), in fontane, stagni artificiali, piscine per le quali non è prevista l’attivazione nella stagione calda (o comunque una attivazione in ritardo), fosse e fossette di scolo dove l’acqua è presente per buona parte dell’estate; anche il semplice pesciolino rosso cibandosi delle larve, è efficace nei piccoli stagni dei giardini o nelle fontane.
  • applicazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis (principio attivo biologico), nei focolai positivi che non possono essere eliminati.
LOTTA CHIMICA

INTERVENTI LARVICIDI
Qualora gli interventi preventivi e le altre modalità di lotta non fossero attuabili o sufficienti, si dovrà provvedere ad applicazioni di formulati larvicidi a base di principi attivi cosiddetti Regolatori di Crescita od altri di tipo chimico, sempre comunque con caratteristiche di bassissima tossicità.

INTERVENTI ADULTICIDI
Per quanto riguarda gli interventi adulticidi occorre tenere presente che hanno senz’altro un impatto ambientale maggiore rispetto a quelli larvicidi, dato che non presentano caratteristiche di selettività; è anche vero però che in determinati periodi dell’anno, spesso a causa di fattori climatici avversi, sui territori, specie quelli costieri, possono essere presenti consistenti densità di adulti (in particolare del genere Ochlerotatus spp. cioè le specie tipiche provenienti sia dalle aree umide che boschive).
In tal caso un intervento adulticida abbattente contribuisce a riportare il fastidio arrecato dalle punture, almeno per un certo periodo di tempo, ad una soglia accettabile.

LA ZANZARA TIGRE (Aedes albopictus - Skuse 1894)

La zanzara tigrecolonizza piccole riserve di acqua stagnante; sottovasi, secchi, bidoni, tombini, bottiglie, barattoli, ciotole, piccole caditoie, vasche ornamentali, innaffiatoi, possono infatti diventare potenziali focolai di  infestazione “casalinghi”; in piena estate, il ciclo uovo-adulto di questa zanzara, può essere completato in soli 5-6 giorni.
In caso di presenza di Zanzara Tigre, i trattamenti adulticidi riescono per un certo periodo di tempo ad alleviare il fastidio creato, ma è indispensabile che le persone in primo luogo, siano consapevoli della presenza di questo nuovo “ospite indesiderato” e si impegnino in prima persona a controllare che nelle loro proprietà non vi siano tanti “piccoli allevamenti” di questa zanzara.

LA ZANZARA COMUNE

Adulto di zanzara che fuoriesce dalla ninfa posta sul pelo dell'acqua (sfarfallamento)