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Elenco delle Leggi e regolamenti specifici

Allo scopo di evitare avvelenamenti accidentali (e purtroppo in qualche caso voluti) in particolare nei confronti di animali domestici, alcune Regioni hanno emanato negli anni scorsi specifiche Leggi che disciplinano l'uso di esche tossiche (la Toscana è stata la prima con la Legge Regionale n° 39 del 16 agosto 2001 – "Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate"). Per le stessa finalità, il 18 dicembre 2008 il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, ha pubblicato una "...ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati..." da applicarsi su tutto il territorio Nazionale.

l'Ordinanza sancisce la pericolosità delle esche contenenti sostanze tossiche utilizzate nelle pratiche di derattizzazione, detta procedure specifiche da applicarsi nell'espletamento dei servizi di questo tipo da parte delle Imprese specializzate, ma vieta, cita la legge "....a chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli; vietando, altresì, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce...".

Se dal punto di vista della sicurezza, la maggior parte delle Imprese di Disinfestazione si sono da tempo adeguate collocando l'esca rodenticida solo all'interno di dispensatori di sicurezza e comunicando con appositi cartelli di segnalazione tutte le informazioni necessarie relative agli interventi in atto, lo stesso non si può dire per le "applicazioni fai da te" che possono essere attuate da chiunque acquistando esche pronte all'uso in qualsiasi ferramenta o negozio di giardinaggio, o nel peggiore dei casi "preparate in casa" magari contenenti i veleni tossici di una volta.Erogatore_con_esca_per_sito

Spesso infatti, la morte di un animale domestico viene erroneamente imputata ad un intervento di derattizzazione che, pur se effettuato seguendo tutti i criteri di sicurezza, si è rivelato una ghiotta "occasione" capitata ad hoc per fornire la classica "polpetta avvelenata" al cane del vicino...sic!
Le Imprese di Disinfestazione italiane tecnicamente preparate e che svolgono la propria attività con corretta etica professionale, credo non possano non accogliere favorevolmente le disposizioni presenti nell'Ordinanza del Ministero, anche se ad una primo valutazione ci si accorge che comportano senza dubbio un maggiore impegno di tempo e denaro nella gestione delle bonifiche.

Non a caso, l'Associazione Italiana delle Imprese di Disinfestazione (A.N.I.D.) si batte da anni contro quella parte di operatori del settore che nella fornitura di servizi lascia ancora molto spazio all'improvvisazione, mentre si sta fortemente impegnando in prima persona nella formazione perché sia costantemente implementata e riconosciuta la Professionalità dei Tecnici che lavorano nelle Imprese di Disinfestazione; infatti è ormai appurato che le attività di Disinfestazione, Derattizzazione, ecc. sono oggi sempre più indispensabili poiché contribuiscono inequivocabilmente sotto l'aspetto igienico-sanitario, alla salvaguardia del benessere e della salute delle persone, mentre i rischi della "non disinfestazione" sarebbero più grandi di quanto si possa immaginare.